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In arte
ADRIADEL. Sono nata a
Zagarolo (RM) il 29.05.1941,
ma ho vissuto sempre a
Roma dal 1945. I ricordi
della seconda guerra mondiale
li ho appresi dai racconti
familiari; perche’
ero troppo piccola per
rendermi conto di ciò
che stava accadendo nel
mondo. Per me, come credo
per ogni bambino, l’unico
mondo, era quello familiare,
sempre che si abbia la
fortuna di averla, una
famiglia. Una cosa la
ricordo bene: la semplicita’
e la tenerezza con la
quale mio padre mi intratteneva,
nei momenti in cui poteva
farlo, facendomi vedere
come, tagliuzzando la
carta ripiegata si potessero
ottenere dei bellissimi
merletti. Poi si dilettava
a disegnare vignette caricaturali
e animaletti che mi facevano
tanto divertire e che
sollecitavano in me desideri
di emulazione, anche se
inconscia. Un'altra cosa
ricordo bene: l’invito
all’osservazione
della natura, specialmente
durante il periodo della
vendemmia o della raccolta
di altri frutti e ortaggi,
legumi ecc. Per me era
diventato come un gioco
bellissimo e tutto e’
servito alla mia formazione
futura, quando ancora
bambina, rivelai in embrione,
il mio interesse per il
disegno. Allora la campagna
di Zagarolo dava ancora
i suoi frutti e a me sembrava
un paradiso terrestre,
perche’ a lavorare
erano gli altri ed io
non sapevo vedere ancora
il rovescio della medaglia.
La percezione delle cose,
nel bambino ha in se'
sempre qualcosa di magico
e non per niente, mi piacevano
le favole e i racconti,
che allora si concludevano
sempre con una morale
che insegnava qualcosa.
Ora,
pero’ interrompo
questi ricordi per fare
dei notevoli balzi nel
tempo, per non stancare
chi leggera’. Crescevo
con il desiderio infantile
di conoscere e facevo
in continuazione domande
per avere delle risposte,
ma non sempre chi ti ascolta
puo’ soddisfare,
presi come si era, allora
come oggi, dalla tante
incombenze e necessita’
da risolvere. Scarabocchiare
prima e tracciare linee
poi, deve essere stato
un bel diletto per me.
Fino a quando, all’eta’
di otto anni, mi misi
a tracciare forme piu’
realistiche, che volevano
essere dei ritratti a
matita. Solo semplici
contorni, ma che facevano
trasparire qualcosa in
piu’ di un disegno
infantile. Da allora in
poi e’ stato un
crescendo e l’interesse
era sempre piu’
grande, tanto che, salvo
o rare eccezioni, il regalo
che prediligevo era carta
e matita, nemmeno questi
facili da trovare allora.
Il
primo interesse grafico
fu per i fumetti di Walt
Disney ; allora all’esordio
e non molto aggraziati
come quelli del gatto
Felix. Ma poi ci furono
i cartoons di Bianca Neve,
Cenerentola e Bambi: uno
piu’ bello dell’altro,
che mi facevano sognare.
Poi i giornalini con le
avventure di Stanley e
Ollio (due comici americani
di quali, in Italia, avevano
tratto i fumetti,) da
cui traevo i disegni figurativi.
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